Tumore della vescica

Il tumore della vescica, o neoplasia vescicale, è una patologia caratterizzata dalla crescita anomala e incontrollata di cellule maligne nel rivestimento interno della vescica. Queste cellule tumorali si sostituiscono progressivamente a quelle sane e, nei casi più avanzati, possono infiltrare i tessuti muscolari circostanti, compromettendo la funzionalità dell’organo.

Tra i tumori più frequenti, nel complesso quello della vescica si colloca al quinto posto, e al secondo, dopo la neoplasia prostatica (neoplasia prostatica), se si considerano solo i tumori urologici.

È più diffuso tra gli uomini, per i quali rappresenta il quarto tumore più frequente, rispetto alle donne; nel sesso femminile è l’undicesima neoplasia per frequenza. Gli uomini hanno un rischio 3-4 volte più elevato rispetto alle donne di sviluppare una neoplasia vescicale.

Inoltre, l’incidenza di questo tipo di tumore aumenta con l’età, soprattutto dopo i 60 anni, e così pure il rischio di sviluppare una forma invasiva. Per quanto riguarda la sopravvivenza, c’è un’ampia variabilità in base alla tipologia di tumore: per le forme superficiali è circa il 90 per cento a 5 anni, ma scende fino al 10 per cento o meno in caso di invasione della parte pelvica.

Classificazione del tumore alla vescica

I tumori vescicali si distinguono in base al tipo di cellule che li costituiscono. La forma più comune, che rappresenta circa il 95% dei casi diagnosticati, è il carcinoma a cellule di transizione (o carcinoma uroteliale), che si sviluppa nelle cellule del rivestimento interno della vescica, dell’uretra e degli ureteri. Meno frequenti sono il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma, quest’ultimo derivante dalle cellule ghiandolari.

Uno degli aspetti critici del tumore della vescica è l’elevata probabilità di recidiva, che richiede un monitoraggio costante dopo il trattamento.

Cause e fattori di rischio

L’evoluzione in neoplasia delle cellule della vescica e la loro crescita incontrollata derivano da alterazioni genetiche che compromettono i meccanismi di regolazione della proliferazione cellulare. Diversi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare un tumore della vescica, tra cui l’età avanzata e il sesso maschile. Tuttavia, il principale fattore di rischio è il fumo di sigaretta, responsabile dell’esposizione a sostanze cancerogene che favoriscono lo sviluppo della malattia.

Un altro fattore di rischio importante è l’esposizione prolungata ad alcune sostanze chimiche, come le amine aromatiche, le nitrosamine e i composti dell’arsenico, utilizzate per esempio nell’industria tessile, dei coloranti e delle vernici, della gomma e del cuoio.

Anche la radioterapia nella zona pelvica e l’assunzione di alcuni farmaci, per esempio la ciclofosfamide, può aumentare il rischio di tumore della vescica.

Altri fattori che contribuiscono alla comparsa della malattia sono le infiammazioni urinarie e le infezioni croniche del tratto urinario oltre a un’alimentazione troppo ricca di grassi saturi.

Sintomi del tumore alla vescica

I sintomi più frequenti del tumore della vescica sono comuni ad altri disturbi urinari.

Il sintomo più comune, e talvolta l’unico, del tumore della vescica è la presenza di sangue nelle urine (ematuria) occasionale o persistente che in molti casi può essere visibile a occhio nudo, rappresentando un segnale di allarme che richiede approfondimenti diagnostici.

L’ematuria può essere accompagnata da:

  • minzione frequente associata a dolore e bruciore;
  • difficoltà ad urinare;
  • urgenza minzionale;
  • sensazione di svuotamento incompleto della vescica.

Sono meno frequenti i sintomi legati all’infiltrazione del tumore in altri organi, come dolore pelvico, dolore addominale, dolore osseo, perdita di peso, gonfiore alle gambe.

Come si esegue la diagnosi

La diagnosi del tumore della vescica viene effettuata dall’urologo, che procede con un’anamnesi dettagliata e una visita specialistica. In presenza di sospetti clinici, lo specialista può prescrivere esami diagnostici di approfondimento per confermare o escludere la presenza della neoplasia.

L’esame di base è la citologia urinaria, che permette di individuare eventuali cellule tumorali presenti nelle urine. Le indagini strumentali di riferimento includono l’ecografia pelvica e l’uretrocistoscopia o cistoscopia, un esame endoscopico che consente di visualizzare le pareti interne della vescica e prelevare campioni di tessuto per l’analisi istologica.

Per valutare l’eventuale diffusione del tumore oltre la vescica, possono essere richiesti esami di imaging di secondo livello, come TC, risonanza magnetica, PET e scintigrafia ossea.

Le cure per il tumore alla vescica

Il trattamento del tumore della vescica dipende principalmente dal grado e dallo stadio della malattia, elementi determinanti nella scelta del percorso terapeutico che può includere chirurgia, chemioterapia, radioterapia e immunoterapia, utilizzate singolarmente o in combinazione, a seconda delle condizioni del paziente.

Al Policlinico di Abano Terme, ogni caso oncologico viene valutato all’interno di un tumor board, un consulto multidisciplinare in cui specialisti di diverse discipline collaborano per definire il percorso terapeutico più appropriato per il paziente. Ogni decisione viene presa dopo un’attenta analisi dei dati clinici, degli esami strumentali eseguiti e di eventuali trattamenti pregressi, garantendo un approccio personalizzato e altamente specialistico.

Trattamento Chirurgico

Il trattamento chirurgico di prima scelta per il tumore della vescica è la resezione endoscopica transuretrale della vescica (TURV), un intervento mininvasivo con finalità sia diagnostiche che terapeutiche.

La procedura viene eseguita senza incisioni esterne, introducendo attraverso l’uretra un resettoscopio, uno strumento sottile dotato di telecamera e ansa elettrica, che permette di visualizzare e rimuovere il tumore dalla parete vescicale. Inoltre, la TURV consente di prelevare campioni di tessuto per l’analisi istologica, fondamentale per definire il grado e lo stadio della malattia.

Per la diagnosi e il monitoraggio delle neoplasie vescicali, la nostra équipe di urologia utilizza tecnologie all’avanguardia, come l’endoscopia avanzata con NBI (Narrow Band Imaging), che sfrutta una luce speciale per migliorare la visualizzazione dei vasi sanguigni, e la cistoscopia con Hexvix, che evidenzia le cellule tumorali tramite fluorescenza. Questi strumenti permettono di individuare le lesioni tumorali in modo più preciso rispetto alla cistoscopia tradizionale e di monitorare eventuali recidive dopo il trattamento.

Tuttavia, possono anche avere un ruolo nella fase di trattamento, poiché guidano gli urologi nell’asportazione del tumore, migliorando la rimozione delle cellule cancerose e riducendo il rischio di recidiva.

Se il tumore ha invaso la tonaca muscolare della vescica, il trattamento di riferimento è la cistectomia radicale, un intervento chirurgico che prevede la rimozione completa della vescica insieme agli organi pelvici circostanti. Negli uomini, l’operazione include l’asportazione della prostata e delle vescicole seminali, mentre nelle donne, comporta la rimozione dell’utero, delle ovaie e di una porzione della vagina.

Poiché l’intervento determina l’interruzione della funzione vescicale, in questo caso è necessaria una derivazione urinaria, una procedura chirurgica che permette di creare un nuovo percorso per l’eliminazione dell’urina. Esistono diverse tecniche di derivazione urinaria, che vengono scelte in base alle condizioni cliniche del paziente (neovescica ortotopica, urostomia).

La cistectomia può essere anche precoce, quando il tumore non ha ancora invaso il tessuto muscolare, ma non è possibile rimuoverlo con la TURV o c’è un alto rischio di recidiva con questa procedura.

Se invece il tumore è di basso grado e poco invasivo si può ricorrere a una cistectomia parziale, con asportazione della sola porzione di vescica interessata dal tumore.

L’intervento può essere effettuato a cielo aperto o con tecnica mininvasiva laparoscopica e robotica. L’équipe di chirurgia si avvale del Robot Da Vinci Xi, che permette di operare attraverso piccole incisioni addominali, senza traumatizzare i tessuti e gli organi circostanti, garantendo alla paziente un decorso post operatorio più rapido e confortevole.

Chemioterapia

Se necessario, dopo la TURV può essere somministrata una terapia chemioterapica direttamente nella vescica attraverso un catetere, per eliminare eventuali cellule neoplastiche non asportate durante l’intervento e ridurre il rischio di recidiva.

Il trattamento chemioterapico può essere associato anche alla cistectomia radicale, sia nella fase precedente (terapia neoadiuvante) sia in quella successiva all’intervento (terapia adiuvante), per migliorare il decorso e ridurre il rischio di ripresa della malattia.

La chemioterapia può essere somministrata per via intravescicale o per via sistemica, e rappresenta l’unico trattamento efficace per migliorare la sopravvivenza in caso di tumore della vescica metastatico.

Radioterapia

In caso di tumore localizzato alla vescica che ha invaso il tessuto muscolare, è possibile utilizzare la radioterapia in combinazione con la chemioterapia sistemica e con la TURV: questa strategia è chiamata terapia trimodale, e rappresenta una possibile alternativa alla cistectomia radicale in pazienti selezionati, che non possono o non intendono sottoporsi all’intervento.

La radioterapia può essere utilizzata per controllare eventuali sanguinamenti, limitare la progressione di metastasi localizzate e alleviare il dolore, contribuendo a migliorare la qualità della vita del paziente.

Immunoterapia

L’immunoterapia ha l’obiettivo di stimolare il sistema immunitario, potenziandone la capacità di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Nel tumore della vescica allo stadio iniziale, un trattamento immunoterapico locale, come il bacillo di Calmette-Guérin (BCG) somministrato per via endovescicale, si è dimostrato efficace nell’eliminare eventuali cellule maligne residue dopo la TURV, riducendo il rischio di recidiva.

L’immunoterapia può essere somministrata anche per via sistemica: in questo caso si utilizzano gli anticorpi monoclonali.

Prevenzione del tumore alla vescica

Nel caso del tumore alla vescica non ci sono programmi di screening per la diagnosi precoce. La prevenzione, quindi, è legata all’adozione di un corretto stile di vita. La raccomandazione più importante è smettere di fumare, poiché il fumo ha un ruolo preponderante nell’insorgenza della malattia e nello sviluppo delle recidive. Sono importanti anche una sana alimentazione e l’attività fisica regolare.

Trattamento del tumore della vescica al Policlinico Abano

L’Unità Operativa di Urologia del Policlinico di Abano Terme è un centro di riferimento nazionale per il trattamento dei tumori dell’apparato urinario. Grazie a un’équipe medica altamente specializzata, il reparto garantisce ad ogni paziente un percorso di cura personalizzato, basato su protocolli aggiornati e sulle linee guida internazionali, per offrire i migliori risultati in termini di efficacia e qualità della vita. L’impiego delle tecnologie più avanzate permette di eseguire interventi con elevata precisione, minor traumatismo tissutale e tempi di recupero più rapidi.


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Fonti Bibliografiche

Bladder Cancer: Diagnosis and Treatment DeGeorge KC, Holt HR, Hodges SC. Bladder Cancer: Diagnosis and Treatment. Am Fam Physician. 2017 Oct 15;96(8):507-514. PMID: 29094888.