Infertilità maschile

L’infertilità è l’incapacità di concepire dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti e colpisce circa il 15% delle coppie in Italia, con un 7,5% attribuibile a fattori maschili.

Sebbene gli uomini producano spermatozoi per tutta la vita, dopo i 35 anni la qualità di questi tende a diminuire, con riduzione della motilità e alterazioni nella morfologia.

Questa riduzione della qualità spermatica può prolungare i tempi per il concepimento e aumentare il rischio di anomalie genetiche e aborti.

Tipi di infertilità maschile

L’infertilità maschile si divide in primaria e secondaria.

L’infertilità primaria colpisce uomini che non sono mai riusciti a concepire nonostante un anno di rapporti regolari non protetti, ed è spesso dovuta a cause congenite o croniche, come anomalie genetiche (es. sindrome di Klinefelter), ostruzioni nei dotti deferenti o patologie come ipogonadismo e varicocele.

L’infertilità secondaria riguarda uomini che, pur avendo concepito in passato, non riescono più a farlo.

Questa forma è spesso legata a fattori acquisiti, come disturbi endocrini (es. diabete), infezioni urogenitali o invecchiamento, che riduce la qualità spermatica, e all’uso di sostanze tossiche o di farmaci che impattano negativamente sulla fertilità.

Cause e fattori di rischio

Le cause dell’infertilità maschile possono essere suddivise in pre-testicolari, testicolari e post-testicolari:

  • Cause pre-testicolari: Sono legate a fattori ormonali e sistemici che interferiscono con la produzione di spermatozoi. Disfunzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, come l’ipogonadismo ipogonadotropo, alterano la produzione di ormoni essenziali per la spermatogenesi, tra cui testosterone, LH e FSH.
    Anche fattori sistemici come obesità, malnutrizione e condizioni croniche (diabete, malattie tiroidee) possono ridurre la fertilità.
  • Cause testicolari: Questi fattori riguardano il funzionamento dei testicoli stessi. Patologie come il varicocele (dilatazione delle vene testicolari), infezioni (come l’orchite o le malattie sessualmente trasmissibili), traumi e anomalie genetiche (ad esempio, la sindrome di Klinefelter) possono compromettere la produzione di spermatozoi.
  • Cause post-testicolari: Riguardano problemi a livello delle vie seminali che impediscono il trasporto degli spermatozoi. Tra queste rientrano ostruzioni congenite o acquisite (ad esempio, ostruzione dei dotti deferenti), infezioni che causano cicatrici nei dotti eiaculatori e disfunzioni dell’eiaculazione.

Quali sono i sintomi dell’infertilità maschile

L’infertilità maschile è spesso asintomatica, e il problema emerge solo quando la coppia, dopo rapporti mirati e non protetti per almeno un anno, non riesce a concepire.

Tuttavia, alcuni segni possono suggerire un rischio di infertilità, tra cui:

  • riduzione del volume o della consistenza testicolare,
  • difficoltà nell’erezione o nell’eiaculazione,
  • dolore o gonfiore nella regione scrotale,
  • una ridotta libido.

lterazioni ormonali, come bassi livelli di testosterone, possono manifestarsi con sintomi come perdita di energia, calo della massa muscolare e cambiamenti dell’umore.

Diagnosi

La diagnosi di infertilità maschile richiede una serie di test e valutazioni specifiche. Il primo esame è lo spermiogramma, che analizza la quantità, la motilità e la morfologia degli spermatozoi. Se il risultato dello spermiogramma è anomalo, si può procedere con ulteriori esami, come il test di capacitazione per valutare la capacità degli spermatozoi di fecondare l’ovocita.

Ulteriori test ormonali (misurazione di testosterone, FSH, LH e prolattina) aiutano a identificare eventuali squilibri endocrini, mentre esami genetici possono rilevare anomalie cromosomiche. Un’ecografia testicolare è utile per identificare patologie strutturali, come il varicocele, e valutare il flusso sanguigno ai testicoli.

Come si cura il deficit erettile

Il trattamento dell’infertilità maschile varia in base alla causa specifica e può includere terapie mediche, procreazione medicalmente assistita e interventi chirurgici.

Terapie mediche

Gli squilibri ormonali possono essere trattati con farmaci che stimolano la produzione di spermatozoi, come gonadotropine o clomifene. Gli antibiotici possono essere prescritti in caso di infezioni urogenitali, mentre gli antinfiammatori possono alleviare sintomi di prostatite o epididimite.

La terapia antiossidante con integratori vitaminici può migliorare la qualità del seme nei casi di stress ossidativo.

Procreazione medicalmente assistita (PMA)

Quando la qualità dello sperma è insufficiente per un concepimento naturale, si possono adottare tecniche di PMA. La inseminazione intrauterina (IUI) è utile nei casi di lieve oligospermia (basso numero di spermatozoi), mentre la fecondazione in vitro (IVF) e la iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) sono indicate per casi di infertilità più severa, come azoospermia o grave riduzione della motilità spermatica.

Trattamento chirurgico

In presenza di varicocele, una delle cause più comuni di infertilità, si può ricorrere alla varicocelectomia, una procedura chirurgica che ripristina la corretta circolazione sanguigna testicolare, migliorando la produzione di spermatozoi.

Altre procedure chirurgiche possono risolvere ostruzioni nei dotti deferenti o nei dotti eiaculatori, facilitando il normale flusso degli spermatozoi.

Diagnosi e cura dell’infertilità maschile al Policlinico Abano

L’Unità Operativa di Urologia e Andrologia del Policlinico Abano di Abano Terme è specializzata in diagnosi e trattamento dell’infertilità maschile. Grazie a un’équipe multidisciplinare altamente specializzata, ad ogni paziente è garantito un percorso terapeutico personalizzato.


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Fonti Bibliografiche

Medical treatments for male infertilityMethorst C, Faix A, Huyghe E. Traitements médicaux de l’homme infertile [Medical treatments for male infertility]. Prog Urol. 2023 Nov;33(13):653-680. French. doi: 10.1016/j.purol.2023.09.019. PMID: 38012910.