Necrosi della testa del femore
La necrosi della testa del femore è una patologia che consiste nella morte di alcune cellule ossee poste nella parte superiore del femore che si origina per via dell’interruzione del flusso sanguigno. L’incidenza è maggiore tra gli adulti di età compresa tra i 30 e i 50 anni e colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne.
- Cosa è la necrosi della testa del femore
- Quali sono le cause
- Quali sono i sintomi
- Rischi e conseguenze
- Come si cura l’osteonecrosi della testa del femore
- Intervento chirurgico
- Decorso post-operatorio e tempi di recupero
- Riabilitazione
- Prevenzione
Cosa è la necrosi della testa del femore
La necrosi della testa del femore è una patologia caratterizzata dalla morte delle cellule ossee della testa femorale a causa di una ridotta o interrotta vascolarizzazione. Questo processo porta a un indebolimento dell’osso, con possibile collasso della testa del femore e conseguente dolore e limitazione dei movimenti dell’anca.
Se non diagnosticata e trattata precocemente, la patologia può evolvere in diverse complicazioni:
- Collasso della testa femorale
- Artrosi dell’anca (Coxartrosi)
- Rigidità articolare e perdita di mobilità
- Dolore cronico
- Necessità di intervento chirurgico

Quali sono le cause
La necrosi della testa del femore può essere classificata in due forme: la necrosi primaria si verifica in assenza di cause evidenti o identificabili, spesso definita idiopatica, poiché non è associata a traumi, patologie preesistenti o altri fattori di rischio noti.
Al contrario, la necrosi secondaria si sviluppa come conseguenza di fattori specifici o condizioni predisponenti.
Quali sono i sintomi
I sintomi della necrosi della testa del femore iniziano spesso con un dolore sordo e intermittente all’inguine, alla coscia o al gluteo, che può peggiorare con il movimento o il carico sull’articolazione dell’anca.
Man mano che la condizione progredisce, il dolore diventa più persistente e intenso, limitando la capacità di camminare e svolgere attività quotidiane.
La rigidità articolare e la riduzione del range di movimento sono comuni, con la sensazione di “blocco” nell’anca.
Rischi e conseguenze
La necrosi della testa del femore, se non trattata può degenerare in un’artrosi secondaria dell’anca, rendendo necessario un intervento chirurgico complesso, come la sostituzione totale dell’articolazione con una protesi.
Inoltre, il mancato trattamento può portare a una perdita permanente della funzione dell’anca, con una sensibile riduzione delle capacità motorie del paziente. In assenza di una diagnosi tempestiva, il paziente rischia un collasso della testa del femore, dovuto alla progressiva morte delle cellule ossee per l’interruzione del flusso sanguigno che porta a una deformità dell’articolazione dell’anca e compromette severamente la mobilità provocando dolore cronico debilitante.
Le conseguenze sul lungo termine includono una significativa riduzione della qualità della vita, con limitazioni nelle attività quotidiane e un aumento del rischio di disabilità permanente.
Come si cura l’osteonecrosi della testa del femore
Le opzioni di trattamento dipendono dalla gravità della malattia e dalle condizioni del paziente ma va chiarito che i trattamenti conservativi hanno il solo effetto di rallentare la progressione della malattia, i più comuni sono:
- Ossigenoterapia iperbarica (OTI): aumenta l’apporto di ossigeno ai tessuti danneggiati, promuovendo la rigenerazione e riducendo la progressione della necrosi.
- Magnetoterapia: utilizza campi magnetici per stimolare la circolazione sanguigna e la rigenerazione ossea, aiutando a ridurre il dolore e rallentare la degenerazione.
- Bifosfonati: farmaci che inibiscono il riassorbimento osseo, aiutando a preservare la struttura ossea e ridurre la progressione della necrosi.
Intervento chirurgico
La decompressione del nucleo, spesso associata ad innesto osseo o gel piastrinico autologo, è un intervento mirato a ridurre la pressione all’interno della testa del femore, stimolare la rigenerazione ossea e migliorare l’apporto sanguigno.
Questa tecnica è particolarmente indicata nelle fasi iniziali della necrosi. Diversamente, nei casi più avanzati dove il danno è esteso, si ricorre alla protesi totale d’anca, che sostituisce l’articolazione danneggiata come unica via di ripristino della funzionalità.
Decorso post-operatorio e tempi di recupero
Il decorso post-operatorio varia a seconda del tipo di intervento. Dopo una decompressione del nucleo, il recupero può richiedere alcune settimane, con un graduale ritorno al carico completo.
Dopo una protesi d’anca il recupero è più lungo e i tempi di recupero cambiano notevolmente a seconda delle condizioni in cui versa il paziente. Generalmente si assiste ad un progressivo miglioramento della mobilità tra i 3 e i 6 mesi dell’intervento.
Riabilitazione
La riabilitazione è mandatoria per il ripristino della funzionalità motoria. Include esercizi di mobilizzazione e rafforzamento muscolare, fisioterapia, e attività specifiche per migliorare la deambulazione e la stabilità dell’anca.
Un programma riabilitativo ben strutturato aiuta a ridurre il rischio di complicanze e a ottimizzare il recupero funzionale.
Prevenzione
Prevenire la necrosi della testa del femore implica la gestione dei fattori di rischio, come l’evitare l’abuso di alcol e il controllo di patologie predisponenti come l’uso a lungo termine di corticosteroidi.
Mantenere uno stile di vita sano, con attività fisica regolare e una dieta equilibrata, può aiutare a preservare la salute ossea e prevenire la progressione della malattia.
Trattamento della necrosi della testa del femore al Policlinico Abano
L’Unità Operativa di Chirurgia dell’Anca e della Spalla del Policlinico Abano di Abano Terme è un centro di riferimento per le patologie traumatiche e degenerative dell’anca. Grazie a un’équipe di ortopedici altamente specializzata e all’impiego delle tecnologie più avanzate, numerosi interventi vengono eseguiti con tecniche mininvasive di elevata precisione, che consentono un minor traumatismo tissutale e tempi di recupero più rapidi.
Inoltre l’adozione del protocollo Fast Track, garantisce una gestione ottimizzata del percorso pre e post-operatorio, garantendo una degenza più breve, un controllo efficace del dolore e una ripresa funzionale più rapida per il paziente.
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Fonti Bibliografiche
Osteonecrosis of the femoral head: pathophysiology and current concepts of treatment – Petek D, Hannouche D, Suva D. Osteonecrosis of the femoral head: pathophysiology and current concepts of treatment. EFORT Open Rev. 2019 Mar 15;4(3):85-97. doi: 10.1302/2058-5241.4.180036. PMID: 30993010; PMCID: PMC6440301.